• Avv. Giuseppe De Santis

AUMENTO PENSIONI INVALIDITA'


INVALIDI CIVILI TOTALI "285,66 euro non sono sufficienti a soddisfare bisogni primari”. Lo ha stabilito la Corte costituzionale nella camera di consiglio svoltasi il 23 giugno 2020.


Esaminando una questione di legittimità costituzionale sollevata dalla Corte d’appello di Torino, La Corte Costituzionale ha stabilito che le 285,66 euro mensili, previsti dalla legge per le persone totalmente inabili al lavoro per effetto di gravi disabilità, non sono sufficienti a soddisfare i bisogni primari della vita.


È perciò violato il diritto al mantenimento che la Costituzione, all'articolo 38, garantisce agli inabili. In attesa del deposito della sentenza, previsto nelle prossime settimane, l’Ufficio stampa della Corte fa sapere quanto segue.


Il caso che ha dato origine alla presente decisione riguarda una persona affetta da tetraplegia spastica neonatale, incapace di svolgere i più elementari atti quotidiani della vita e di comunicare con l’esterno. La Corte ha ritenuto che un assegno mensile di soli 285,66 euro sia manifestamente inadeguato a garantire a persone totalmente inabili al lavoro i “mezzi necessari per vivere” e perciò violi il diritto riconosciuto dall’articolo 38 della Costituzione, secondo cui “ogni cittadino inabile al lavoro e sprovvisto di mezzi necessari per vivere ha diritto al mantenimento e all’assistenza sociale”.


È stato quindi affermato che il cosiddetto “incremento al milione” (pari a 516,46 euro) da tempo riconosciuto, per vari trattamenti pensionistici, dall’articolo 38 della legge n. 448 del 2001, debba essere assicurato agli invalidi civili totali, di cui all’art. 12, primo comma, della legge 118 del 1971, senza attendere il raggiungimento del sessantesimo anno di età, attualmente previsto dalla legge. Conseguentemente, questo incremento dovrà d’ora in avanti essere erogato a tutti gli invalidi civili totali che abbiano compiuto i 18 anni e che non godano, in particolare, di redditi su base annua pari o superiori a 6.713,98 euro.


La pronuncia della Corte non avrà effetto retroattivo ma solo per il futuro, a partire dal giorno successivo alla pubblicazione della sentenza sulla Gazzetta Ufficiale l'assegno dovrà essere adeguato a 516,46 euro, pari a quello riconosciuto per altri trattamenti pensionistici.

E' ora responsabilità del legislatore di rimodulare la disciplina delle misure assistenziali vigenti e renderle idonee a garantire agli invalidi civili totali l’effettività dei diritti loro riconosciuti dalla Costituzione.


Qui il comunicato stampa della Corte costituzionale Roma, 24 giugno 2020

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