• Dott.ssa A. Mameli

Estate 2019 Cani in spiaggia

Aggiornato il: giu 4


Finalmente arriva la bella stagione e con essa la voglia di mare ma posso portare il mio cane in spiaggia? Non c’è una legge statale, la materia è disciplinata a livello locale, sono le Regioni ed i singoli Comuni che stabiliscono, con ordinanza, dove è consentito l'ingresso e le regole per la permanenza degli animali sulle spiagge pubbliche, ciò comporta che il proprietario dovrà di volta in volta, a seconda del Comune, informarsi sulle disposizioni localmente in vigore per non incorrere in salatissime sanzioni.

E’ bene precisare, però, che l’ordinanza comunale non può porre un divieto assoluto di accesso alle spiagge in tutto il territorio comunale, l’Amministrazione è tenuta, infatti, nel rispetto del principio di proporzionalità, all'individuazione di spazi idonei riservati.

Per quanto riguarda la Regione Lazio la disposizione di riferimento è l’articolo 10 della deliberazione della Giunta Regionale n. 866 del 2006, la quale stabilisce, che: “I comuni devono individuare tratti di arenile da destinare all’accoglienza temporanea di animali da compagnia. E, tali spazi devono essere forniti di strutture per le quali il servizio veterinario dell’azienda Usl competente per territorio, rilascia il nullaosta sanitario a garanzia del benessere degli animali e del rispetto dell’igiene pubblica. Tali aree devono quindi prevedere la fornitura d’acqua, la presenza di appositi contenitori per la raccolta delle deiezioni, degli spazi d’ombra, fermo restando l’obbligo del responsabile dell'animale a raccogliere eventuali deiezioni e a non arrecare disturbo.

Dunque ogni comune deve prevedere, con apposite delimitazioni e servizi, delle aree di arenile destinate ai cani.

Altro aspetto importante da considerare è che al di fuori di queste aree non tutti i divieti impediscono l’accesso. Molto spesso nel periodo estivo vengono posti cartelli di divieto del tutto illegittimi. Per poter vietare l’ingresso ai bagnanti che hanno con sé il proprio cane è necessario, infatti, che i comuni dispongano all’ingresso degli arenili un apposito cartello il quale deve contenere a pena di invalidità: gli estremi dell’ordinanza e la scadenza della stessa, la firma del sindaco o di altra figura competente, le motivazioni che hanno indotto il comune a vietare la spiaggia ai cani.

Il Tar del Lazio si è espresso più volte su questo punto stabilendo che:

“Solo una congrua motivazione che giustifichi tale scelta da parte della pubblica amministrazione, potrebbe legittimare un’ordinanza restrittiva. La scelta di vietare l’ingresso agli animali sulle spiagge destinate alla libera balneazione, non deve risultare irragionevole e illogica, né irrazionale e sproporzionata”. (TAR Lazio, sez. I, sentenza 6 – 11 marzo 2019, n. 176)

In assenza di questi elementi il divieto è nullo e la multa invalida.

Diverso è il discorso per i numerosi stabilimenti balneari pet-friendly a pagamento, i quali, dotati di apposite autorizzazioni, offrono servizi dedicati, lettini “dog”, aree gioco, docce, abbeveratoi tutto a misura dei 4 zampe.


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