• Dott.ssa Annarita Mameli

Nuova Legge contro gli sprechi alimentari. Davvero efficace?


E’ entrata in vigore il 14 settembre 2016 la Legge sugli sprechi alimentari. Tra gli obiettivi principali della norma ci sono l'incremento del recupero e della donazione delle eccedenze alimentari, con priorità della loro destinazione per assistenza agli indigenti. Allo stesso tempo si favorisce il recupero di prodotti farmaceutici e altri a fini di solidarietà sociale. Importante anche il contributo alla limitazione degli impatti negativi sull'ambiente e all'educazione dei cittadini per diminuire gli sprechi alimentari.

Le cessioni gratuite di eccedenze alimentari da parte degli operatori del settore alimentare devono essere destinate in via prioritaria al consumo degli indigenti, mentre le eccedenze non più idonee al consumo possono essere cedute per il sostegno vitale di animali e per altre destinazioni, come il compostaggio.

Sono previsti benefici fiscali per chi cede a titolo gratuito prodotti alimentari ad indigenti. Infatti per incentivare le donazioni i Comuni possono applicare una riduzione della TARI proporzionata alla quantità, debitamente certificata, dei beni e dei prodotti ritirati dalla vendita ed oggetto della donazione.

Il Legislatore italiano ha dunque disciplinato la materia della lotta allo spreco alimentare in funzione solidaristica attraverso incentivi e semplificazione burocratica, privando la normativa in commento di qualsiasi apparato sanzionatorio, a differenza di altri ordinamenti che, invece, hanno introdotto specifici obblighi e sanzioni contro i soggetti che non cedono gratuitamente le eccedenze alimentari agli indigenti.

L’impostazione diversa rispetto ad esempio all’omologa recente normativa francese limita le capacità di impatto della normativa nazionale, mentre, infatti, la legge francese ha reso obbligatoria la donazione per i grandi supermercati del cibo ancora commestibile imponendo anche pesanti sanzioni e pene detentive per quelli che gettano il cibo nelle discariche o negli inceneritori, la legge italiana, al contrario, mira a favorire le buone pratiche, senza introdurre alcun obbligo per i supermercati, lasciando, di fatto, ai grandi supermercati la facoltà di scegliere cosa fare dei loro prodotti. Sembra più un mero adeguamento alle prescrizioni dell'Unione Europea che un vero efficace strumento di lotta allo speco.

Legge 19 agosto 2016, n. 166


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